La nostra storia

La nascita e la rapida, progressiva affermazione e diffusione del fenomeno bandistico nel territorio della provincia di Verona, si fa risalire al periodo dell'occupazione francese (1796-1814) e ai primi decenni della successiva amministrazione del governo imperiale austro-ungarico. È del 1797, infatti, la prima notizia della presenza nella città di Verona della BANDA DELLA GUARDIA NAZIONALE. La costituzione di questo corpo militare di cittadini volontari, finalizzato anche a garantire l'ordine pubblico, era immancabilmente accompagnato da un proprio corpo bandistico. La sua sicura presenza in tutti i distretti amministrativi, in cui allora era diviso il territorio della provincia, fa presumere anche l'esistenza delle relative bande che li accompagnavano nelle pubbliche manifestazione e sfilate. La quasi certa origine militare dei vari corpi bandistici, che troviamo attestati al primo ventennio del XVIII secolo è testimoniato pure dalla foggia delle prime divise, con tanto di spadino e kepi, oltre che dalla dotazione di strumenti musicali adatti più a ritmare marce ed inni di parata che a suonare melodie. Il professor Paolo Rigoli nei suoi scritti "Origini e fortuna del fenomeno bandistico nella bassa 1800-1930" in "Momenti di vita e cultura popolare nella bassa veronese" - Banca di Credito Cooperativo di Cerea-Verona-1994; e in "La Banda musicale di Quaderni - 150 anni di storia" - studi villafranchesi n° 11 - 1994 scrive in merito: "…I corpi musicali più antichi di cui si abbia conoscenza, sorti tra il 1812 e il 1830 circa, sono quelli di Povegliano, Sanguinetto, Legnago, Villafranca e Valeggio.". "...Povegliano è attestata dal 1814".

1841
Da una stampa in nostro possesso, rappresentante il Bacanal del Gnoco di Verona, risultano i seguenti gruppi bandistici: Bovolone, Caprino, Isola della Scala, Legnago, Monteforte, Pescantina, Povegliano, San Bonifacio, Sanguinetto, Soave, Valeggio e Villafranca, comuni dove a conoscenza del podestà, "... Trovasi una banda molto riputata che diede saggi di sua valentia in parecchie festività ...". A quel Carnevale tuttavia intervennero solo i gruppi di Monteforte, Povegliano e Villafranca oltre alla banda civica di Verona, il cattivo tempo impedì lo svolgersi completo della manifestazione. Povegliano chiese per la sua partecipazione un compenso di 90 Lire da dividere tra i ventitré componenti, poiché alla detta dell'allora direttore responsabile Domenico Valentini, si doveva sopperire alle spese di trasporto, vitto e alloggio per due giorni ed era inoltre in programma da qualche tempo l'acquisto di nuovi strumenti.

1852 - 1859
Per ordine del Dicastero Supremo di Polizia sono censite tutte le società sia politiche sia non politiche della provincia. Il distretto di Villafranca risulta il più ricco di complessi musicali, comprendendo oltre la banda musicale del capoluogo anche quelle di Quaderni, Povegliano e Valeggio. Al 31 Dicembre del 1859 risultano, tuttavia, essere ancora presenti le società musicali di Villafranca e Povegliano. Nell'inchiesta del 1852 sulle società private il commissario distrettuale di Villafranca, nell'inviare i dati sulle bande musicali del distretto, definisce lo scopo dei sodalizi: "...l'istruzione di alcuni dilettanti nel suono che poi riproducono in corpo per pubbliche funzioni e specialmente per funzioni ecclesiastiche...".

1862
Un episodio di manifestazione di sentimenti anti-austriaci da parte delle bande musicali riguarda in particolare quella di Povegliano che il 9 Giugno di quell'anno, chiamata a Vigasio per le Quarant' ore "...permettevasi suonare sulla piazza la marcia di Garibaldi.."; il direttore della banda non fu arrestato perché era deputato del comune.

1931
Alcuni suonatori della banda di Povegliano si accorparono alla banda di Villafranca (tre Km da Povegliano) portando con loro sia gli strumenti sia le partiture. Giuseppe Rizzotti, all'epoca presidente della banda, denunciò le persone che, secondo lui, avevano rubato le partiture perché non avendo la musica non avrebbero potuto suonare e nemmeno fare scuola di musica. Di questo fatto nell'archivio del Corpo Bandistico di Povegliano, è stato trovato un documento anomalo; una lettera anonima scritta sicuramente da un suonatore passato a Villafranca che dice: "Mentre voi tutti vi affaccendate per poter sapere come furono sottratte dal vostro archivio le numerose partiture che presero andata e ritorno da Villafranca, c'è qui in paese uno che potrebbe metter luce su questo losco affare basterebbe consultarlo altrimenti tempo perso. Perfino il gazzettino si divertiva con un trafiletto intitolato "le vittorie della giovane Banda sopra i suoi deboli avversari". Si facevano anche dei nomi sebbene non chiari ma io vi dico che anche il Gazzettino sbaglia tattica. Io solo so chi sono i complici, io solo conosco il numero delle partiture che fecero il felicissimo viaggio, io solo so quando ha avuto principio questo disonesto raggiro, io solo conosco perfino il compenso sborsato dalla società villafranchese, e posso dirvi che è favoloso. Ma dopo di me nessuno sa niente e neanche voi tralasciate pure di lambiccarvi il cervello che se non parlo io non verrete mai a capo di niente".
Nacque una rivalità che non si fermò alle sole denuncie, ma passò direttamente alle mani. Una sera alcuni suonatori che erano passati a Villafranca tesero un "agguato" ad un gruppo di suonatori di Povegliano e, quando fu il momento giusto, buttarono sulla testa dei malcapitati i mantelli, che all'epoca si usavano come soprabiti, e giù botte. Alla fine gli aggressori furono riconosciuti e fecero sei mesi di carcere. Da questo fatto in paese fu coniato addirittura questo stornello:

La banda de Poiàn l'à fato on rebaltòn, l'à butà ìa i strumenti e ànca el tamburòn.
Bepèto l'è stà el primo che à 'nvià la gàsa, se 'l se 'ncantàa a tàsar i le 'olèa copàr.
Traduzione:
La banda di Povegliano ha fatto un ribaltone, ha buttato via gli strumenti ed anche il tamburone.
Giuseppe è stato il primo che ha iniziato la diatriba, se non la finiva subito lo volevano uccidere.

1980
È avvenuto un cambiamento radicale nel direttivo del gruppo. Gli "anziani" hanno passato il "testimone" ai giovani e da allora il Corpo Bandistico si è sempre dimostrato un concorrente valido, all'altezza delle più svariate occasioni. Sempre nel 1980 al Corpo Bandistico si è affiancato un gruppo di Majorette portando così la denominazione completa di "Corpo Bandistico e Gruppo Majorette S. CECILIA". L'idea è stata proposta, dall'allora presidente della Banda Rino Montresor e approvata dal consiglio della Banda, allo scopo di ravvivare il corteo musicale durante le feste allegre (Carnevale, sagre paesane, ecc,.). Altro cambiamento è stato nella scelta del repertorio sia marciabile sia concertistico, alternando brani caratteristici e folkloristici a brani più recenti e moderni: dalla classica Hello Dolly e Jesus Christ Superstar alla moderna Barby Girl e Mambo n°5.

1981
È l'anno internazionale della Musica e la Pro Loco di Povegliano, con il Corpo Bandistico e Gruppo Majorette S. Cecilia e l'appoggio dell'A.N.B.I.M.A., organizzò per il 24 Maggio un CONCERTONE di ben otto gruppi bandistici della provincia di Verona. Parteciparono, oltre alla locale Banda con Majorette, anche le Bande di Bovolone, Dossobuono, Isola della Scala, Roncolevà, S. Michele Extra, Sona e Sommacampagna.

1990
È l'anno della proposta del Gemellaggio del Comune di Povegliano con la cittadina renana di Ockenheim. Dal 14 al 17 Settembre il Corpo Bandistico con le Majorette sono stati ospitati, assieme alla delegazione dell'amministrazione comunale, per i festeggiamenti della consacrazione della Chiesa di Ockenheim che inaugurò una serie di scambi ed iniziative tra i due comuni sottoscrittori che dura tuttora.

1995
Nella sede del Corpo Bandistico e Gruppo Majorette durante la sagra paesana vengono esposte foto, documenti e testimonianze. Il pubblico apprezza la mostra riconoscendo amici e parenti nelle foto esposte. Ne nasce una sorta di competizione tra i paesani nel fornire al direttivo della banda testimonianze, foto, documenti di famigliari, amici, parenti al punto di pensare alla pubblicazione di un libro. Ci viene recapitata la copia di un manifestino datato 1912, che invitava la popolazione a partecipare al concerto della banda per il centenario dalla fondazione.

1999
Dopo ben quarantaquattro anni di appartenenza all'A.N.B.I.M.A. abbiamo deciso di passare all'A.M.B.A.C. poiché, molto contenti della presidenza del Cavalier Gianni Mauli, abbiamo deciso di seguirlo nella sua impresa con la nuova associazione. La Banda ha ininterrottamente visto passare davanti a sé dalle guerre mondiali ai micro avvenimenti che cambiavano i modi di vita del paese stesso, contando da un minimo di sette elementi ad un massimo di cinquantadue, attualmente il gruppo è composto da quarantaquattro elementi.

2002
Ricorre il centonovantesimo anniversario della fondazione del Corpo Bandistico e a Settembre, in occasione del concerto della sagra paesana, il direttivo presenta il libro “LA BANDA IN PIAZZA” con foto e aneddoti legati a fatti che hanno coinvolto il paese e i suonatori.

2003
Ad un anno dall’uscita del libro la raccolta di foto e documenti non si ferma, anzi si rafforza di una notizia ancor più incredibile: nell’ archivio di un giornale veronese c’è la testimonianza di un concerto eseguito in piazza a Povegliano nel 1805. Il libro “LA BANDA IN PIAZZA” dopo solo un anno è già vecchio.

2005
Nella piazza di Povegliano viene inaugurato un monumento che ricorda il “duecentesimo anniversario del primo concerto in piazza” eseguito dal Corpo Bandistico.

Corpo Bandistico Santa Cecilia - Povegliano Veronese
Telefono presidente: 3472665351 - Email istituzionale: info@bandapoveglianovr.it